"Non sono una signora ma una ...con tanti sogni nella vita..."

"Da bambina ero felice quando entravo in una ferramenta, bulloni, tubi e viti mi ispiravano"

"La scultura ha liberato la mia anima, prima mi sentivo imprigionata in una gabbia di cristallo"

Carla Mancini,42 anni, insegnante di matematica con la passione per la scultura.
Carla Mancini,42 anni, insegnante di matematica con la passione per la scultura.

Quarantadue anni e l'aspetto di una fata uscita dal mondo fantasy. Scolpisce magistralmente la materia attirando le invidie di scultori professionisti e guadagnando premi e riconoscimenti nel settore. Eppure non ha un percorso di studi artistico ma una laurea in economia e commercio.  Di lei si dice che sia un vulcano alle prese con mille idee ed una fonte inesauribile di creatività. Certo è che le sue opere in ceramica sembrano provenire da una parte sconosciuta dell'universo: la materia con la quale sono state plasmate ha subìto trasformazioni sotto l'impeto del calore e delle reazioni chimiche. Bulloni e tubi che fuoriescono da teste maschili, colature di smalti e terre colorate che scendono su volti femminili, busti di donna dai riflessi di argento sospesi a mezz'aria, maschere rosso fuoco dalle quali traspare mistero. Viste nell'insieme le opere di Carla Mancini trasudano un fascino irresistibile, comunicano tutto il dramma di una condizione umana in lotta tra le aspirazioni dell'anima e le passioni della carne. Di primo acchito le opere della Mancini possono turbare. Reazione comprensibile e propria di uno spettatore che si guarda allo specchio vedendo riflesse le proprie inquietudini, fragilità, debolezze. Le sue opere sono irriverenti e profondamente vere, senza fronzoli ed artifici. L'artista lavora la materia sprigionando il proprio essere e la materia risponde prendendo forme, colori e consistenze audaci.

"Non sò mai fino in fondo la forma che prenderà la mia opera, lavoro la materia a 1000° con ingredienti tossici e dannosi. E' la tecnica raku, e dei rullini ossidati  che ho imparato a Cuneo da un ceramista di fama internazionale, il maestro Guido Vigna.  Indosso tutte le precauzioni del caso con un vestiario adeguato e le protezioni giuste come maschere antigas. La precisione è determinante per la riuscita dell'opera. Quando estraggo la mia creazione dalle alte temperature del forno e la adagio a terra può rompersi e prendere forme indipendenti. Quell'istante richiede tutta la mia concentrazione e attenzione".  Parla velocemente Carla Mancini e mi da modo di capire la complessità del suo lavoro artistico aiutandosi con una gestualità che nasconde a fatica un pò di timidezza ma nel contempo anche tanta energia vitale a dispetto di un vestiario dalle tinte noir. "Amo il nero, indossarlo mi mette a mio agio, mi concedo solo qualche tinta viola di tanto in tanto, ma questo non vuol dire che sono depressa, esco si da un periodo difficile ma grazie all'arte sono sempre rimasta in contatto con le mie emozioni ed il desiderio di andare avanti. Pensate che anche il mio accappatoio è nero ma il mio futuro lo vedo roseo e pieno di viaggi."  Di recente Carla Mancini è stata contattata per partecipare alla selezione di un'importante galleria a Berlino. La sua arte invece ha inspirato il soggetto del cortometraggio di un regista ciociaro che quest'anno ha partecipato fuori concorso al festival del cinema di Cannes. Questo solo per citare alcuni esempi di una vitalità artistica matura ma ancora piena di promesse per il futuro. Una vitalità scaturita da un periodo difficile in cui Carla  ha affrontato la dolorosa separazione dal marito, fase che ha scelto di esorcizzare con due tatuaggi tribali sui polsi. "In tutto ho sette tatuaggi, ciascuno ha un suo significato. Gli ultimi due li ho voluti per segnare l'uscita da un periodo negativo della mia vita. Un periodo in cui sentivo la mia anima imprigionata in una gabbia di cristallo, pensavo alla felicità degli altri e non alla mia. Ho scoperto di non conoscere veramente l'uomo con il quale avevo vissuto per tanto tempo. Ho trascinato la situazione per molto pensando che i miei figli avrebbero sofferto, salvo scoprire poi che i figli soffrono più nel vedere la tristezza sui volti dei genitori. Oggi condivido tutto con loro, le mie emozioni la mia arte e posso dire che sono felici nel vedermi quella che sono."

L'arte ha permesso a  Carla di trovare se stessa e assecondare quelle inclinazioni che la guidavano verso un qualcosa in grado di appagarla, di darle un senso esistenziale. Già da bambina le bambole non le interessavano ma amava giocare con viti e bulloni, sperimentava la creazione di oggetti utilizzando materiali edili. Un desiderio rimasto sopito a lungo per poi ripresentarsi con prepotenza e prendere posto nella sua vita fino a modificare il suo essere, il modo di vestirsi e rapportarsi con gli altri. "Credo che le donne oggi debbano riappropriarsi dei propri spazi e della propria identità, esprimere la creatività in qualsiasi forma si manifesti. E' importante per un equililbrio personale che si proietta anche sugli altri. Molte sacrificano la vita e le ambizioni pensando che per i figli sia meglio così, poi però loro crescono e se ne vanno e noi restiamo soli ed infelici con una vita che non ci appartiene."  Figlia di un ingegnere telecom oggi in pensione e di una madre casalinga, Carla è riuscita a coinvolgere anche i suoi genitori nel vortice della propria arte. Sono loro che adesso la sostengono badando ai suoi figli quando deve assentarsi per le mostre fuori Frosinone o quando deve chiudersi in laboratorio a creare. La sorella  di Carla è una commercialista di tre anni più grande. Nonostante le vite diverse hanno un buon rapporto. La ricetta della felicità in fondo è tutta qui: rispettare se stessi, volersi bene, seguire le proprie inclinazioni ed i propri sogni. Tamara Graziani

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Commenti: 1
  • #1

    Cheap Chanel Handbags (lunedì, 22 ottobre 2012 03:05)


    The worst way to miss someone is to be sitting right beside them knowing you can't have them. No man or woman is worth your tears, and the one who is, won't make you cry. Maybe God wants us to meet a few wrong people before meeting the right one, so that when we finally meet the person, we will know how to be grateful.Just because someone doesn't love you the way you want them to, doesn't mean they don't love you with all they have. dcyh000061022

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