"Leggevo la gazzetta del mezzoggiorno a soli 4 anni e mezzo e nella vita ho sempre lavorato duro"

Franca Angerosa, 65 anni, una laurea in chimica ed una vita da ricercatrice, svela ogni segreto dell'olio ed il suo parere è quello che conta.

"Assaggiare l'olio è un arte, saperlo descrivere è questione di

esercizio e dedizione"

"Persino le amiche mi riportano olio dai loro viaggi per sottoporli al mio giudizio".


Franca Angerosa, 65 anni.
Franca Angerosa, 65 anni.

Di origini pugliesi, piccola di statura, un pò timida ma estremamente comunicativa, Franca Angerosa, è la donna il cui parere è determinante per il futuro di un olio. Extravergine, vergine o di scarsa qualità, il suo giudizio è preciso e insindacabile. Basta un assaggio per avere il verdetto e spesso un suo giudizio può buttare all'aria il lavoro di una stagione. Ricercatissima per i concorsi oleari, Franca Angerosa, 65 anni ed una laurea in chimica, è stata primo ricercatore dell'Istituto sperimentale per la Elaiotecnica di Pescara ed è tra i pionieri dell'analisi sensoriale dell'olio d'oliva in Italia. Il  gruppo del capoluogo abbruzzese e quello operante a Milano, presso la stazione di Oli e Grassi, hanno contribuito alla messa a punto e sperimentazione delle metodologie attualmente in vigore per la valutazione delle caratteristiche organolettiche dell'olio extravergine ai fini della classificazione merceologica. La sua attività ha avuto inizio, quando, nel 1974, dopo la laurea, ha vinto un concorso per entrare come ricercatrice nell'Istituto Sperimentale per la Elaiotecnica, l'odierno Cra Oli di Pescara [il Centro di ricerca per l'olivicoltura e l'industria olearia di Pescara ndr] il cui campo di ricerca andava dalla raccolta delle olive fino alla produzione di olio ai test sulla qualità e genuinità. La dottoressa Franca Angerosa ha lavorato gomito a gomito con un luminare del settore, il professor Mario Solinas. "Con lui sono stati dieci anni intensi di lavoro con più di 100 pubblicazioni - spiega l'Angerosa - sia per quanto riguarda l'attività di ricerca sia per la messa a punto dell'analisi sensoriale degli oli di oliva vergini voluta dal consiglio Oleicolo Internazionale (COI) con sede a Madrid".  Il COi si è servito dei maggiori esperti presenti nel bacino del mediterraneo per arrivare a definire in ogni sua parte la metodologia che nel 1991 è stata recepita tre le norme comunitarie. iL'istituto sperimentale per la Elaiotecnica è stato individuato ( sin dalla prima applicazione della legge che insieriva l'esame organolettico tra le anallisi necessarie alla classificazione merceologica degli oli di oliva vergini) quale istituto revisore. Il suo panel, coordinato dalla dottoressa Angerosa dal 1993 fino al 2006, ha verificato la presenza e la gravità dei difetti degli oli di oliva vergini giudicati da una prima analisi non conformi per la parte organolettica dichiarata in etichetta. A tutta questa attività si è affiancata quella di ricerca finalizzata a migliorare le conoscenze sui fattori che influenzano la qualità degli oli. Frutto di questo lavoro sono state un centinaio le pubblicazioni  su riviste internazionali di grande rilevanza scientifica. Pubblicazioni che hanno contribuito a mettere in relazione la composizione chimica con le senzazioni organolettiche percepite nel corso dlel'assaggio. Un traguardo importante se si pensa che l'olio di oliva è un condimento alla base della dieta alimentare e apporta, quando è di alta qualità, notevoli benefici al nostro corpo. Consumare un prodotto giudicato vergine, o extravergine significa anche riporre attenzione alla propria salute. "Non nascondo che quando viaggio porto spesso con me una bottiglietta di olio di qualità per non rischiare di essere intossicata nei ristoranti - confessa l'Angerosa - e in molti casi sono arrivata anche a contestare l'olio al ristoratore." Deformazione professionale direte voi; forse, ma considerando i trascorsi della dottoressa Angerosa, non direi. Fin da banbina infatti ha conosciuto solo olio di qualità, quello prodotto dalle terre della sua famiglia. "Ricordo in particolare il dramma di quando le piante di oliva venivano attaccate dalla mosca (parassita). Mia madre si portava le mani al viso e disperata avvertiva di usare l'olio dell'anno precedente". Olio a parte, la dottoressa ama prodotti genuini. Non acquista verdure surgelate e mangia solo frutta e verdura di stagione. Scegliere la qualità e la genuinità ormai è una sana abitudine che le è stata tramandata da suo padre, notaio e da sua madre, insegnante. L'Angerosa è cresciuta in un ambiente familiare fatto di regole e disciplina. Prima di quattro figli, ha "sempre lavorato", dice, anche da bambina quando il padre ha sperimentato su di lei il metodo globale che l'ha portata a leggere la Gazzetta del Mezzoggiorno a soli 4 anni e mezzo. "Il primo anno di scuola ricordo di essermi annoiata tantissmo, mio padre mi aveva già insegnato a leggere e scrivere. Con mio padre, che nella vita era stato anche maestro elementare, imparavo tanto. E' stato lui che mi ha sempre insegnato ad impegnarmi in qualcosa e crederci fino in fondo". Una formazione sicuramente rigida ma entrata a tal punto nella sua vita da essere trasmessa a decine di aspiranti assaggiatori di olio. "Insegno da più di 15 anni. Per diventare assaggiatore bisogna adottare metodo, spirito di osservazione e disciplina. Un assaggiatore che si distrae facilmente non è un buon assaggiatore. Per intraprendere questo mestiere bisogna essere onesti intellettualmente e saper descrivere un olio facendo una buona analisi sensoriale. Assaggiare un olio è un arte che si affina nel tempo, un pò come esercitare l'osservazione per un pittore. E' un mestiere che si sceglie per passione e ci vogliono anni prima di poter acquisire professionalità". Di recente impegnata nelle preselezioni di 250 oli per il concorso Armonia a Viterbo, la dottoressa Angerosa, parla ancora con molta passione di questo mestiere che le ha regalato molte soddisfazioni. Vedova dal 1992, Franca Angerosa quando non viaggia per lavoro trascorre la sua quotidianità a Pescara dove di recente ha scoperto di avere anche interessi di altro genere.  Quando le chiedo se ha rimpianti, lei mi dice sicura di non averne. Ha seguito la sua vita come un treno segue il binario e quando nel 1972 lasciò Altamura per trasferirsi a Pescara lo ha fatto tutto di un fiato senza  guardarsi indietro. "C'è voluto del tempo per abientarmi a Pescara. Gli abbruzzesi sono un popolo apparentemente chiuso. Andavo al mercato e non trovavo neanche le cime di rapa. Erano diverse anche le abitudini culinarie chiaramente. Con il tempo però mi sono adattata e  adesso mi trovo bene. La mia vita è lì." Ma non dimentica la sua città natale, quella infanzia trascorsa nella città di Padre Pio. Il frate era molto legato alla sua famiglia tanto da aver personalmente battezzato e comunicato la stessa Angerosa.

In questi giorni Franca Angerosa, ha concluso anche la formazione per aspiranti assaggiatori presso l'Aspol di Frosinone dove insegna da cinque anni. A breve l'ente realizzerà anche una sala Panel, la prima nel capoluogo. Il lavoro degli assaggiatori fornirà così lo stimolo giusto per la produzione e la sempre maggiore diffusione di oli di qualità. tamara.graziani@tin.it

La dottoressa Franca Angerosa al centro insieme al gruppo di corsisti formati come assaggiatori di olio presso l'Aspol di Frosinone.
La dottoressa Franca Angerosa al centro insieme al gruppo di corsisti formati come assaggiatori di olio presso l'Aspol di Frosinone.

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Commenti: 11
  • #1

    Paolo (domenica, 25 marzo 2012 18:15)

    Bellissima intervista ad una persona che ha dedicato la sua vita alla promozione e alla conoscenza dell'Olio d'Oliva, uno dei tesori della nostra terra, troppe volte sottovalutato.

  • #2

    wróżenie (lunedì, 28 novembre 2016 13:40)

    Dańczów

  • #3

    wrozka (lunedì, 28 novembre 2016 16:48)

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  • #4

    text tarot reading (lunedì, 28 novembre 2016 23:53)

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  • #5

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