Guglielmo Bartoli: L'uomo che visse due volte..

Quel giorno, fermo in auto al semaforo, ho chiamato il mio capo al telefono e l'ho mandato al diavolo..poi sono andato al mare e mi sono sentito libero.

Nella mia valigia zebrata c'è tutto quello che mi occorre, i costumi di scena, il mio quaderno, la bombetta. Il mio palcoscenico è la strada, la mia ricchezza? L'abbraccio del pubblico.

Guglielmo Bartoli mangiafuoco
Guglielmo Bartoli mangiafuoco

"A quel tempo danzavano per le strade come pazzi e io li seguivo a fatica come ho fatto tutta la vita con le persone che mi interessano, perché le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d’artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno “Oooooh!”. ("Sulla Strada" di Jack Kerouac)

 

In un bar di via Aldo Moro a Frosinone ho trovato lo spirito di un uomo che si è spogliato di abiti convenzionali per vestire quellli che sentiva più autentici: gli abiti dell'attore di strada. Anche Guglielmo, come i pazzi di Kerouac, esplode in cielo con la sua luce azzurra. Quarantacinque anni, due figli ed un matrimonio fallito alle spalle. Guglielmo Bartoli un tempo ha vissuto una vita che molti definirebbero "normale". Sveglia presto al mattino, un lavoro come contabile all'IBM, i figli visti dalla soglia della camera da letto, alla sera mentre dormivano. Poi un giorno il "crak". Fermo in auto al semaforo ha chiamato il suo capo e lo ha mandato al diavolo, ha girato verso il mare e si è sentito libero. Da li è iniziata la seconda vita di Guglielmo. Ha coinvolto quella che allora era la baby sitter del figlio a fondare una società artistica. La compagnia dei Commedianti  di li a poco ha creato veri e propri eventi teatrali a Frosinone. Gli artisti provenivano da ogni dove. La compagnia raggiunge il suo culmine negli anni 80 e Guglielmo sente che i suoi sogni cominciano a trovare riscontro.  La moglie lo lascia. Un momento difficile colmato dal fatto di essere  diventato un padre a tempo pieno, capace di vivere ogni  istante della vita dei figli e comunicargli le proprie passioni. Con il tempo Guglielmo ha scoperto anche che guadagnare a tutti i costi e circondarsi di oggetti era in realtà un meccanismo perverso che allontana le persone dalla propria energia vitale e dalle proprie inclinazioni. Svestendosi di giacca e cravatta e indossando costumi di scena ha incontrato la gente per strada riscoprendo se stesso, la vita e la magia dell'incontro. Cose ritenute più appaganti. Lo racconta seduto al tavolino di un bar mentre sorseggia caffè ed intorno la vita scorre "normale", gli impiegati sono appoggiati al bancone per una frettolosa pausa caffè, qualcuno di tanto in tanto ci lancia occhiate come se provenisse da un altro mondo. Gugliemo mi racconta di quando accompagnando i suoi figli a scuola gli altri genitori lo commiseravano con aria di sufficienza. "Quello dell'artista non è ritenuto un impegno serio e redditizio, ma io non mi sono mai visto con quegli occhi, anzi ero io a commiserare loro. Quando stavo in IBM tutto suonava come mediocre, senza sapore. Facendo l'attore a tempo pieno sento di non essere mai arrivato. Ho sempre qualcosa da scoprire e sono felice dell'energia e delle vibrazioni che scambio  con il pubblico. Viaggio molto, sono circondato di persone che come me credono nella magia di questo mestiere. Il conto in banca? Non me ne curo più di tanto. Non mi faccio divorare dal sistema". I gesti sottolineano e accompagnano le parole, Guglielmo parla sorridendo con tutto il viso e si capisce che ha trovato la sua dimensione in quello che fà. Si definisce Ateo, cinico, anarchico, irriverente e dissacrante ma in quello che dice e nel modo in cui lo dice colgo una forte spiritualità ed amore per la vita uniti ad un profondo senso di ribellione nei confronti di tutto quello che uccide la fantasia, la magia e l'arte. " Alle volte mi guardo intorno e vedo poeti che lavorano nei call center, scultori che cercano un impiego in banca. Tutto questo è avvilente. Cosa sarebbe oggi il mondo se Leonardo Da Vinci non avesse creduto in se stesso ripiegando in un lavoro qualunque, oppure se Giacomo Leopardi fosse diventato un banale insegnante di liceo? Il mondo avrebbe perso troppo. L'arte è ciò che permette all'uomo di evolvere. Ciascuno dovrebbe assecondare la propria inclinazione"

Guglielmo Bartoli cantastorie
Guglielmo Bartoli cantastorie

La vita artistica di Guglielmo è costellata di tante soddisfazioni, pendolare tra Frosinone e Roma, attualmente insegna recitazione tramandandola alle nuove generazioni. Ha trasmesso le sue passioni al figlio che oggi esercita l'arte della giocoleria. Non arresta mai la sua corsa, gira l'Italia con i suoi spettacoli teatrali ma non si lascia mai ammaliare dal sitema. "Sono stato ad un provino per Zelig - mi racconta- mi avrebbero fatto esibire forse. Ma io non ho mai accettato di ridurre la mia arte ad una girandola da circo dove domina l'audience. Sono stato anche da Serena Dandini, direttore artistico per il teatro Ambra Iovinelli. Ho parlato con una sua collaboratrice, che dopo le formalità della presentazione, mi ha chiesto di  parlare direttamente con il mio agente per contrattare la mia eventuale esibizione. L'ho salutata e sono sceso in macchina vestendo i panni di un agente. Sono tornato e mi sono presentato. Quando la collaboratrice della Dandini mi ha riconosciuto è scoppiata a ridere ma non ha accettato ugualmente di vedere le mie performance racchiuse in un dvd. Non mi lascio sfruttare dalla politica, dalle organizzazioni o da quant'altro. Sono stato io che in qualche circostanza ho sfruttato l'occasione ma non mi sono mai fatto soggiocare". Le scelte di Guglielmo sono senz'altro coraggiose. Lascia che la sua arte resti pura, a contatto con il palcoscenico più severo e sincero: la strada. Un concetto importante nella sua vita tanto che lo rinforza citando Gaber. "C'è solo la strada su cui puoi contare, la strada è l'unica salvezza. Perchè il giudizio universale non passa per le case..."   Quando gli faccio notare che lui è senz'altro un rivoluzionario perchè ha scelto una vita che va contro corrente in una Italia stressata dai livelli raggiunti dallo spread e dal futuro incerto. Lui mi sorride e mi confessa di non aver alcuna paura del futuro perchè, e cita Andrea Pazienza, sente di avere il "sicuro affuturato". Ho insegnato ai miei figli l'arte di arrangiarsi e cavarsela sempre da soli in ogni circostanza. E' la noia che ti deve spaventare, non il futuro. Se stai fermo a casa le occasioni non ti vengono a cercare. L'uomo moderno muore in pigiama". La frase mi colpisce e capisco quanto è vera. Si muore di noia e banalità per una vita che spesso non sappiamo vivere fino in fondo. tamara.graziani@tin.it

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Commenti: 1
  • #1

    Cheap Moncler Jackets (lunedì, 22 ottobre 2012 03:05)

    The best kind of friend is the kind you can sit on a porch swing with,never say a word,and then walk away feeling like it was the best conversation you've ever had. It's true that we don't know what we've got until we lose it, but it's also true that we don't know what we've been losing until it arrives. Dream what you want to dream;go where you want to go;be what you want to be,because you have only one life and one chance to do all the things you want to do. dcyh000061022





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